Pac e fondo integrativo: le possibilità dei genitori per i figli

Pac e fondo integrativo: le possibilità dei genitori per il futuro dei figli© Shutterstock

È bene pensarci per tempo, visti i chiari di luna. Il Pac e il fondo integrativo sono fra le opzioni che i genitori possono scegliere per garantire un futuro previdenziale ai propri figli.

Un fondo pensione complementare costa di più del Piano di accumulo del capitale, ma può essere dedotto dalle tasse. Il Pac, invece, consente la flessibilità di versamento e la libertà di scelta tra diversi strumenti finanziari, mantenendo la liquidità e non avendo vincoli di durata.

La differenza fra Pac e fondo pensione

Il Pac, ovvero il Piano di accumulo di capitale, prevede versamenti mensili o trimestrali in quote di fondi comuni o Etf, che si stabiliscono a seconda della propria propensione al rischio. Il genitore può attivare un conto capitale, di cui manterrebbe la titolarità sino a quando il figlio non diventi maggiorenne. Si può agire sull’orizzonte temporale e sfruttare il potere dell’interesse nel medio e lungo termine, interrompendo oppure modificando i versamenti in qualsiasi momento senza penali.

Il fondo integrativo può essere intestato al minore sin da subito. I versamenti funzionano quasi come nel caso del Pac, ma i contributi versati sono deducibili dal reddito del genitore fino a un massimo di 5.164,57 euro all’anno. Qualora, poi, il figlio iniziasse a lavorare, potrebbe continuare a versare al fondo pensione, incrementando gli investimenti nel lungo periodo. I contributi a carico del lavoratore vengono trattenuti in busta paga e sono esclusi dalla deducibilità aggiuntiva i contributi versati dai genitori in precedenza. A differenza del Pac, i soldi possono essere prelevati solo se si verificano determinate condizioni.

“La combinazione di un Pac e di un fondo pensione integrativo potrebbe rappresentare la strategia più solida per il futuro previdenziale dei propri figli – ha spiegato a Il Sole 24 Ore Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – Un’allocazione con peso azionario superiore si dimostra nel lungo periodo storicamente più remunerativa rispetto a un portafoglio neutro o obbligazionario. I versamenti periodici da 100 euro al mese forniscono un buon punto di partenza, da calibrare in base alla propensione al rischio e alle esigenze familiari”.

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