Studio Capgemini: Gen AI un vantaggio per i dipendenti entry-level

Studio Capgemini: Gen AI un vantaggio per i dipendenti entry-level© Shutterstock

L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) potrebbe svolgere un ruolo significativo nel favorire l’ingresso e la crescita professionale dei lavoratori nelle fasi iniziali della loro carriera. È quanto emerge dal report GenAI at Work: Shaping the Future of Organizations, presentato dal Capgemini Research Institute. La ricerca, condotta su un campione di 2.500 partecipanti provenienti da 500 organizzazioni distribuite in 15 Paesi (tra cui l’Italia) e operanti in 11 settori chiave con un fatturato superiore al miliardo di euro, evidenzia come la GenAI abbia il potenziale per rivoluzionare le strutture organizzative.

In particolare, questa tecnologia promette di creare nuovi profili professionali, ottimizzare la collaborazione tra esseri umani e AI, qualificare ulteriormente i ruoli manageriali e ridefinire i modelli di leadership. Secondo l’indagine, l’81% dei leader e dei manager prevede l’emergere di nuove figure professionali, come data curator, specialisti di etica dell’AI e trainer di algoritmi, partendo proprio dai ruoli entry-level.

Tuttavia, l’adozione della GenAI è ancora limitata e in fase iniziale, e molti dipendenti non dispongono della formazione necessaria per sfruttarne appieno le potenzialità. Nei prossimi tre anni, si stima che i ruoli entry-level evolveranno verso posizioni manageriali di primo livello, con una crescita del peso dei manager nei team, dal 44% al 53%. Solo il 18% dei leader, invece, ritiene che la GenAI porterà a una riduzione delle posizioni manageriali intermedie. I dipendenti, dal canto loro, si aspettano che l’uso di strumenti basati sull’AI generativa consenta un risparmio medio del 18% del tempo impiegato in attività quotidiane, contribuendo così a migliorare significativamente la produttività dei lavoratori junior.

“Gli strumenti di AI generativa stanno diventando sempre più efficaci nell’affrontare compiti manageriali complessi, sfidando lo status quo delle strutture organizzative e dei metodi di lavoro”, commenta Monia Ferrari, amministratore delegato di Capgemini Italia. “L’AI generativa potrebbe evolvere da semplice co-pilota a co-pensatore strategico, in grado di fornire nuove prospettive e mettere in discussione ipotesi consolidate. Questo cambiamento rappresenta un’opportunità per creare valore, ma richiede investimenti nella formazione dei dipendenti e un approccio proattivo per attrarre e sviluppare nuovi talenti”.

Il report sottolinea inoltre che i dipendenti ritengono che la GenAI semplificherà il 32% delle attività entry-level nei prossimi 12 mesi. Sei manager su dieci e il 71% dei dipendenti, inoltre, si aspettano che, entro tre anni, i ruoli entry-level evolveranno dalla semplice esecuzione alla revisione dei risultati prodotti dall’AI generativa. Più del 78% dei leader prevede che la GenAI potenzierà le capacità di problem-solving e decision-making, mentre oltre la metà ritiene che i ruoli manageriali si specializzeranno ulteriormente, aprendo nuove opportunità di crescita e innovazione.

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