“L’andamento ciclico dell’economia ha sempre influenzato il consumo globale di vino e il quadro attuale non fa eccezione”, afferma Jean–Marie Cardebat, economista e direttore della Cattedra Wines & Spirits di Parigi. Il settore sta attraversando una fase di contrazione, ma il cambiamento non è solo quantitativo: la sociologia del consumo è mutata, il valore percepito del vino sta crescendo e il prossimo ciclo economico avrà protagonisti diversi.
Su questo si concentra la ricerca Resilienza e preparazione al prossimo ciclo di consumo globale di vino. Masi – Un caso di studio, presentata a Milano dagli economisti Jean-Marie Cardebat e Davide Gaeta. Un’indagine che analizza trend, minacce e strategie per affrontare il futuro del settore vitivinicolo. E che trova nella veronese Masi Agricola un esempio concreto di adattamento vincente.
Premiumisation e nuove sfide del mercato
Negli ultimi anni, il consumo globale di vino ha subito un calo in volume, ma non in valore. “La premiumisation resta una tendenza chiave, con un crescente spostamento della domanda verso la qualità”, spiega Cardebat. Il prezzo medio è aumentato in quasi tutti i mercati, e il segmento super-premium è in espansione.
Non tutti i vini, però, stanno vivendo lo stesso destino. Il Prosecco, ad esempio, sta superando il mercato con un ampio margine, mentre i vini rossi soffrono nei mercati maturi, ma crescono nei Paesi emergenti. L’industria deve quindi adattarsi a una domanda più selettiva, differenziando gamma e strategie.
Lo studio ha individuato in Masi Agricola un esempio concreto di resistenza e crescita strategica. Il motivo? Una governance solida, una diversificazione dei mercati e una visione lungimirante. “Abbiamo attivato diverse leve strategiche per rispondere in anticipo all’evoluzione dei cicli economici, trasformando le sfide in opportunità”, afferma Federico Girotto, a.d. di Masi Agricola e presidente di Canevel Spumanti. La solidità finanziaria ha giocato un ruolo chiave: Masi è l’unica azienda vitivinicola italiana quotata in Borsa, una scelta che ha garantito trasparenza e accesso a capitali strategici.
L’azienda ha puntato anche sulla diversificazione del portafoglio, spaziando dall’Amarone, simbolo dell’enologia veneta, agli spumanti di Valdobbiadene, fino alla recente acquisizione della tenuta Casa Re in Oltrepò Pavese. L’innovazione è stata un altro elemento fondamentale, con il progetto Masi Green Governance e la linea di vini biologici Fresco di Masi, che intercettano la crescente domanda di prodotti sostenibili.
Enoturismo e strategie per il futuro
Un’altra leva strategica è l’enoturismo, settore che sta vivendo una crescita esponenziale. “Il turismo del vino è un asset fondamentale, con un mercato stimato oltre i 50 miliardi di dollari nel 2025”, si sottolinea nello studio. Anche qui Masi si è mossa in anticipo con il progetto Masi Wine Experience, che nel 2025 vedrà il lancio di Monteleone21, un visitor center all’avanguardia in Valpolicella.
La ricerca conferma un chiaro segnale per le aziende del settore: chi investe in anticipo sulle tendenze emergenti e costruisce una strategia anticiclica non solo sopravvive ai cambiamenti, ma li trasforma in opportunità.
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