Meta e Fisco se la vedranno in tribunale. L’Agenzia delle Entrate contesta a Mark Zuckerberg l’omessa dichiarazione e il mancato pagamento dell’Iva per un importo complessivo di oltre 877 milioni di euro nel periodo che va dal 2015 al 2021.
La scadenza per raggiungere un accordo è passata, senza che l’azienda statunitense regolarizzasse la sua posizione. Non avendo provveduto a nessun pagamento, ci si aspetta che la faccenda venga discussa nelle sedi tributarie e che Zuckerberg si opponga a quanto richiesto.
Meta è accusata dal Fisco di maxi evasione
Sul piano penale, si prevede che venga presentata una richiesta di rinvio a giudizio per i due Director di Meta Platforms Ireland Limited, la divisione irlandese dell’azienda. Secondo le indagini, Meta avrebbe commesso una maxi evasione ai danni del Fisco italiano.
A dicembre 2024, alla chiusura delle indagini, l’azienda si era detta “fortemente in disaccordo” con le accuse. Al momento, la procura sta lavorando a una rimodulazione del capo d’imputazione, per poi procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Se si dovesse arrivare in tribunale, si tratterebbe del primo processo in Italia sulla valutazione economica e fiscale dei dati degli utenti sui social network. In questo caso, nel mirino sono finiti Facebook e Instagram.
Dati in cambio di servizi digitali
La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate accusano Meta Platforms Ireland Limited di aver fornito agli utenti italiani “servizi digitali” tramite Facebook e Instagram, ricevendo in cambio “l’acquisizione e la gestione a fini commerciali dei dati personali” degli stessi e “delle informazioni relative alle interazioni sulle piattaforme”.
L’ipotesi di reato consiste nella permuta di beni differenti. Se le accuse venissero confermate si tratterebbe di uno scambio tra un servizio – l’utilizzo gratuito dei social – e un bene economico, i dati degli utenti. Secondo l’Agenzia delle Entrate, Meta avrebbe dovuto pagare l’Iva, ma l’azienda non lo ha fatto per sette anni, convinta di non essere tenuta a farlo.
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