Il mondo della finanza sta seguendo da almeno una decina d’anni l’odissea della cosiddetta “successione” di Larry Fink, numero uno di BlackRock. È stato lo stesso top manager a parlarne per primo nel 2014, quando aveva da poco compiuto 60 anni.
Se ne torna a parlare adesso in seguito a un lungo articolo di approfondimento del Financial Times. L’autorevole testata finanziaria britannica ha indagato con attenzione le recenti dimissioni di diversi dirigenti di secondo e terzo livello, che hanno scelto di andare a ricoprire ruoli di executive dai gestori patrimoniali rivali.
Sarebbe quindi in corso una sorta di riorganizzazione del gigante della gestione finanziaria da 10,6 trilioni di dollari, avviata a partire dallo scorso gennaio. Questa operazione, però, starebbe inevitabilmente provocando dubbi e allarmi tra gli investitori.
L’amministratore delegato di BlackRock, che compirà 72 anni a novembre, ha ipotizzato cinque nomi di possibili “eredi” tra i dirigenti: Mark Wiedman che gestisce le attività commerciali globali, Rob Goldstein che è il Chief Operating Officer, Martin Small che invece è il Chief Financial Officer, Rachel Lord che è il responsabile delle attività in Asia e Pacifico e infine Salim Ramji, l’unica donna, responsabile degli Etf e dei prodotti di indicizzazione. I primi due profili sarebbero dati per favoriti nel caso in cui Larry Fink decidesse di ritirarsi entro i prossimi due anni.
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