Stefania Duico (Netflix): i leader puntano sull’empatia

Bando a capi autoritari e distanti, secondo la Senior Director Marketing Italy & Greece di Netflix, il vero leader punta sulla potenza trasformativa dell’empatia e della vulnerabilità per costruire fiducia all’interno dei gruppi di lavoro

Stefania Duico (Netflix): i leader puntano sull'empatiaIn Netflix dal 2018, Stefania Duico ha assunto il ruolo di Senior Director Marketing Italy and Greece nell’aprile 2023. In precedenza ha maturato una lunga esperienza in Microsoft, dove è arrivata a ricoprire la carica di Western Europe Marketing - Digital Transformation and Partner

Per spiegare la sua interpretazione del concetto di leadership Stefania Duico, Senior Director Marketing Italy & Greece di Netflix, prende in prestito la definizione data dalla “madre” del management moderno, Mary Parker Follett, che chiama in causa «la capacità di creare nuovi leader». Il motivo è presto detto: «In un contesto aziendale, è fondamentale costruire le condizioni affinché ogni persona possa esprimere e sviluppare il proprio potenziale, portare la propria unicità, mettere costruttivamente in discussione approcci consolidati per immaginare un futuro più grande», spiega Duico. «Quello che Netflix racconta nel suo memo sulla cultura citando Antoine de Saint-Exupéry è per me una bella definizione dell’ambizione che ogni leader dovrebbe avere: “quando vuoi costruire una barca, piuttosto che impartire ordini, è bene insegnare la nostalgia per il mare vasto e infinito”». Del resto dalla leadership ci si aspetta moltissimo, anche troppo. «Credo invece che un leader, quando ha l’umiltà di riconoscere la propria “incompletezza” e allo stesso tempo la volontà di creare un ambiente di lavoro sano, sia più forte, perché capace di affidarsi agli altri consapevole che visione, competenza, energia e nuove idee esistono in tutta l’organizzazione».

Con quanti tipi di leadership ha avuto modo di confrontarsi durante la sua carriera?
Lo spirito imprenditoriale e la vocazione alla responsabilità e all’autonomia sono valori che i leader con i quali ho collaborato hanno quasi sempre promosso. Se, però, in passato gli stili di leadership a cui sono stata esposta basavano le loro scelte prevalentemente su analisi rigorose e processi più definiti, nel mondo dell’intrattenimento gli elementi della creatività e dell’intuizione hanno uno spazio più ampio. La mia fortuna è stata avere l’opportunità di confrontarmi con leader chiamati a essere efficaci in contesti globali, che mi hanno aiutato a comprendere come il rispetto delle differenze culturali e la conseguente capacità di adattamento del proprio stile di comunicazione siano muscoli da esercitare continuamente.

E il suo modo di praticare la leadership si è evoluto nel corso del tempo?
Nella prima fase del mio percorso professionale, la leadership era ancora fortemente associata ad autorità e capacità decisionali. L’essere una donna giovane in un contesto a forte prevalenza maschile mi spaventava e percepivo che l’empatia e l’ammissione di un errore potevano essere ritenute segni di debolezza. Cercavo allora di adottare uno stile di leadership fortemente vocato ai risultati e uno stile di comunicazione asciutto e assertivo. Con l’esperienza, e grazie agli ottimi esempi a cui nel tempo sono stata esposta, ho compreso la potenza trasformativa dell’empatia e della vulnerabilità per costruire fiducia all’interno dei gruppi di lavoro.

Qual è il tipo di leadership che si “pratica” in Netflix?
La cultura aziendale di Netflix è focalizzata sull’eccellenza e sulla crescita delle persone. Per questo, chiediamo ai nostri leader di essere coraggiosi e vulnerabili, capaci di prendere decisioni in contesti ambigui e di cercare miglioramenti attraverso opinioni alternative. Il mio approccio alla leadership in azienda si potrebbe descrivere come quello di un narratore di un romanzo corale: cerco di offrire il contesto per comprendere le sfide e le opportunità di un business in costante evoluzione. Aiuto le persone a vedere come i loro ruoli si inseriscono in un quadro più grande, unendo abilità e idee diverse per costruire una storia comune più potente della somma delle sue parti. Facilitare la collaborazione e promuovere il dialogo, creando spazi in cui le idee possano essere condivise è il ruolo essenziale di un leader.

Durante la pandemia si è parlato molto della mutazione genetica che stavano subendo il management e il ruolo dei leader all’interno delle imprese. Cosa è rimasto di quella sorta di improvvisa e forzata “presa di coscienza”?
I buoni leader durante la pandemia si sono caricati di un grosso fardello emotivo. La grande presa di coscienza di questa esperienza collettiva è l’importanza del guidare con gentilezza e compassione. La compassione va oltre la semplice emozione per includere l’intenzione attiva di aiutare gli altri. I nuovi talenti, quelli che appartengono alla Gen Z per esempio, hanno sviluppato sensibilità uniche e diverse dalle generazioni precedenti. Scordarcelo significherebbe non creare le condizioni per permettere a queste persone di esprimere al meglio il proprio potenziale e limitare le possibilità di innovazione e costruzione di rilevanza culturale.

Stefania Duico (Netflix): i leader puntano sull'empatia

Uno scatto della serata di premiazione della II edizione del programma La Bottega della Sceneggiatura © Virginia Bettoja-Netflix

C’è chi ritiene che esista un differente modo di intendere e vivere la leadership a seconda del genere di appartenenza. È d’accordo?
Parlare di differenze di genere nella leadership spesso porta a generalizzazioni e stereotipi che non amo, e che alimentano un divario di genere già estremamente marcato. I dati dell’European Audiovisual Observatory parlano chiaro: l’accesso alla produzione televisiva per le donne resta difficoltoso. Credo però nel potere delle storie e degli esempi positivi. Parlare di iniziative concrete che supportino lo sviluppo delle donne è per me lo strumento più potente che abbiamo. Tra le nostre iniziative di formazione e accesso al lavoro con un’importante presenza femminile mi piace allora citare Becoming Maestre e La Bottega della Sceneggiatura: programmi di mentoring e accesso al lavoro focalizzati su ruoli “dietro la macchina”.

Pensa che il suo essere donna l’abbia più aiutata o ostacolata nel raggiungere ruoli di leadership?
La percezione dei bias di genere è entrata nella mia vita piuttosto presto: alle scuole superiori ero l’unica donna in una classe scientifico-tecnica di soli uomini e, spesso, mi sono sentita chiedere il perché della mia scelta. Questi bias hanno avuto però su di me un effetto propulsore, scatenando una sorta di voglia di riscatto, una motivazione ancora più forte a fare bene. Nel mio percorso professionale ho, invece, sempre avuto il grande privilegio di lavorare in organizzazioni attente a creare ambienti di lavoro inclusivi. Questi sono gli ambienti che ho scelto e che ho voluto fermamente. A chi si affaccia al mondo del lavoro dico: cercate il vostro spazio, create alleanze, credeteci e provate in prima persona a essere quella forza positiva che dimostra come un’altra storia possa sempre essere raccontata.

C’è una leader (o un leader) cui si ispira nel suo lavoro?
Sin da bambina ho avuto la fortuna di avere di fronte a me modelli di donne fuori dagli schemi, non legate a stereotipi. Mia madre, ad esempio, correva in macchina – ho ancora il ricordo di quando ci svegliavamo all’alba per assistere alle prove del rally della Valtellina – ed era un’avida lettrice, che non aveva paura di mettere in mano a una ragazzina i libri di un autore come Moravia. La mia prima manager in Microsoft è stata una donna che ha iniziato a parlare di tematiche di genere, costruendo progetti di formazione tecnologica al femminile quando in pochi si occupavano di questi aspetti in Italia. E ora ho l’enorme fortuna di lavorare in un’azienda ad altissima densità di talento e le colleghe e partner di produzione che ho intorno a me sono la mia più grande fonte di ispirazione. Secondo il nostro ultimo Rapporto ESG, la percentuale di donne leader in Netflix supera il 50% e l’ufficio italiano è composto per oltre il 70% da donne e la maggioranza delle posizioni apicali è costituita da donne. Abbiamo tutte caratteri molto diversi, ma il grande coraggio, la passione, la capacità di ascolto e l’ironia con la quale proviamo a cambiare le regole dell’intrattenimento anche nel nostro Paese sono la cifra del nostro gruppo.

Quale consiglio si sentirebbe di dare ai giovani per valorizzare la loro ambizione a diventare dei leader?
Immaginare la sfida della leadership come un gioco infinito giocato secondo regole mutevoli nel tempo e con l’obiettivo di continuare a giocare. Non ci sono avversari da battere, ma concorrenti dai quali trarre spunti di miglioramento. In un gioco infinito sono il miglioramento e il progresso continuo le vere ambizioni, e saperle trasmettere ci tiene lontani dalla tentazione di concentrarci esclusivamente su obiettivi a breve termine, oltre a permettere di far sentire ogni individuo di un team parte di un obiettivo più grande.


Questa intervista a Stefania Duico è tratta da Leadership. Il femminile al plurale, inserto di Business People di luglio-agosto 2024. Scarica il numero o abbonati qui

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata